lunedì 30 dicembre 2013

Bilanci di fine anno e ringraziamenti

Prima della fine dell'anno, vorrei portare a termine qualcosa che mi è rimasto indietro:

- Vorrei ringraziare Annalisa ed Elena, autrici del blog L'ho fatto io, che mi hanno fatto una bella sorpresa a settembre regalandomi questo bel premio,





Grazie ragazze! ^_^ 

- Ringrazio tutti voi, perché il mio umile blogghettino ha raggiunto le 10.000 visite tempo fa - e ora le abbiamo anche superate!




- Dopo aver pubblicato il 100° post, mi sono resa conto di... aver pubblicato il 100° post!
In realtà, non ci avevo fatto caso prima perché ne ho scritti molti di più, ma non li ho pubblicati tutti perché, beh, perché a volte devo pensarci un po' su e altre devo completarli e così alla fine sto sempre indietro.

MA, ma... vi prometto che domani pubblicherò un post arretrato!

E poi vorrei provare a fare un bilancio relativo ai miei propositi per il nuovo anno.
In linea di massima, devo dire che il mio 2013 è stato un anno pesante fin dal primo giorno e spero di lasciarmi alle spalle tutta questa pesantezza e andare incontro a un futuro più piacevole. Nonostante gli eventi avversi, però, ho tentato di spuntare tutti i punti della lista.
Alcuni, li ho condivisi con voi:

I punti 15 e 16 li trovate nella sezione Rome wasn't built in a dayqui e qui.
Il punto 18, potete trovarlo un po' disseminato ovunque, ad esempio quando ho scoperto un pezzetto del mio albero genealogico; quando vi ho raccontato dell'Australia attraverso gli occhi di un viaggiatore moderno; quando ho narrato qualche fatto antico, dalla prima ubriacatura alla puntura del calabrone; e poi quando ho ritrovato L., la mia amica di vecchia data; sicuramente quando ho trovato uno dei bigliettini che ho scritto a nonna quand'ero bambina e anche quando ho trovato il suo diario (non ne ho parlato, non l'ho ancora letto...), e infine quando ho scoperto Babbo Natale.
Il punto 24 è nella sezione Paint... at home! I e II, e un po' in tutti i VeganMoFo, preparando qualche furoshiki, ma c'è un pizzico di punto 24 in tutti i post! ;)
Sul punto 25, continuo a lavorare assiduamente tutti i giorni. A volte ho persino dei risultati soddisfacenti!
Il punto 26, l'ho soltanto accennato un po' qui e uno spunto qui.
E tra i commenti, troverete un bel po' di punto 13!

Per il resto, ho fatto anche qualcos'altro, ma nulla che io possa mostrare.
Anzi, forse una cosa c'è:

Andate a vedere il punto 6, e ditemi se lo fate anche voi istintivamente dopo averlo letto.
Io sì. ^_^

E voi siete riusciti a portare a termine i vostri propositi per il Nuovo Anno? ^_^

domenica 29 dicembre 2013

La città ideale

Come si fa a scegliere un posto in cui vivere per i successivi... diciamo 3, 4 o 5 anni?
Voi come avete fatto o come fareste?

In base a quali parametri scegliere una nuova città?

Io non lo so.
Abito a Roma. Una città bellissima.
Ma a volte è troppo grande, c'è troppo traffico, i mezzi non funzionano come dovrebbero e negli spostamenti si perde tanto tempo. Io, in genere, ci metto un'ora e mezza per spostarmi da casa a X. 90 minuti persi, sprecati. Senza considerare il ritorno. A volte colmati da una lettura, ma a volte sono troppo stanca per concentrarmi e leggere, così ascolto un po' di musica. Portoghese, l'ho studiato sul treno. Mi sparavo almeno 2 ore di esercizi e grammatica tra andata e ritorno per 4 o 5 giorni a settimana che sono una media di 8-10 ore, escluse le lezioni. Programma del primo anno finito in anticipo e programma del secondo quasi completato (mancava solo una regola) entro la fine del primo anno. Ripasso a go-go.

Però non si può vivere sul treno!

La vita è fuori. 

E la mia città ideale sarebbe una città a misura di bici, con un clima mite; non troppo grande, ma neanche troppo piccola. Il problema è proprio questo concetto di grande e piccolo.
In base a cosa si determina la grandezza di una città?
Dalla superficie? Dagli abitanti? Dal numero di piccioni?
Ecco, io non mi so regolare.
Beh, tranne per il fattore piccioni. Quelli, meno sono, meglio è.

La mia città ideale è anche una città stimolante da un punto di vista culturale, deve offrire molteplici attività, deve risvegliare in me la voglia di fare qualcosa o di scoprire qualcos'altro o di imparare qualcos'altro ancora.

La mia città ideale è una città sicura, dove gli abitanti non hanno timore di essere derubati né in giro né in casa propria.

La mia città ideale ha il cielo azzurro.

La mia città ideale è pianeggiante, ma se guardi un po' più in là puoi scorgere le colline verdi e un pezzetto di mare.

Ok, dov'è una città così?
Ma soprattutto, qual è la vostra città ideale? ^_^


PS: Spezziamo una lancia in favore della mia città: il 23/12, verso le 18, passando in stazione ho assistito a una cosa bellissima: un coro intonava canzoni di Natale. Sembra che l'evento sia stato promosso dal municipio e sembra che ci fosse un coro canterino in ogni stazione del municipio. Bellissimo! Ho ascoltato Stille Nacht, canticchiando in mente e ricordandomi di quando la cantavo anch'io, a Natale, nel coro della scuola, e me ne sono tornata a casa un po' più felice. ^_^

mercoledì 25 dicembre 2013

Alla scoperta di Babbo Natale

Avviso importante:
se siete dei bambini al di sotto degli otto anni di età, non leggete quanto segue.



Polo Nord, Rudolph, Babbo, Campanella, Elfo e Orsacchiottino


Questa è la storia di come ho scoperto che Babbo Natale non esiste.

Quando Natale era il periodo più bello dell'anno e attendevo con gioia le vacanze e la slitta trainata da Rudolph che portava il ciccione più allegro e simpatico e buono e generoso del mondo - cavoli, è passato proprio un sacco di tempo da allora! - ... beh, dicevo, quando Natale era Natale, io ero solo una bambina. Curiosa.

Si sa, a scuola c'è sempre il più stronzo di tutti che inizia a smontare i sogni degli altri bambini fin dalla prima elementare.
Se siete dei bambini dagli otto anni in su e state leggendo, sì, ho scritto una parolaccia. Ebbene, sappiate che se uno è stronzo, è stronzo anche a sei anni. E spesso anche prima. Il gene della stronzaggine è congenito, innato. Se non sapete cos'è un gene, non importa, lo saprete tra qualche anno. Oppure cercate su Google.

Bene, dicevo che fin dalle prime vacanze di Natale della prima elementare, correva l'anno... ok, eravamo verso la fine del 1900... già i primi segnali di stronzaggine acuta iniziavano a manifestarsi in alcuni individui che da grandi sarebbero diventati dei trogloditi ignoranti e privi di immaginazione.

E così, provaci un anno e provaci un altro, in terza elementare nessuno credeva più al caro Babbo. Credevamo, però, alla magia del Natale. Qualcosa doveva pur succedere a Natale, altrimenti le suore non ci avrebbero fatto preparare la recita ogni anno!
Sì, andavo a scuola dalle suore. Se provate a prendermi in giro, sappiate che sono immune da tempo: ho dovuto sopportare le angherie dei bambini vicini di casa, quindi non funziona nulla. Fine.

Ecco, insomma, dicevo, la magia del Natale era una gran figata. La sorpresa era un'emozione bellissima, l'atmosfera che regnava in casa era calda e accogliente, e poi c'erano i dolci... i dolci!!! Ah già, poi c'erano anche fratello, sorella e cugino che erano più piccoli, e quindi in casa dovevo fingere di credere a Babbo, mentre a scuola non dovevo fingere e a volte potevo sembrare bipolare per un occhio esterno, ma non lo ero. Fidatevi.

Mia madre voleva - sottolineo voleva - che io ci credessi, così le facevo questo favore, ma in realtà cercavo le prove: cercavo il posto in cui nascondeva i regali.

A nove anni, l'ho trovato. 
Non ho potuto trovarlo prima, perché, crescendo, ho notato che mia madre correva a comprare i regali la sera del 24, e combatteva una dura lotta con il proprietario del negozio di giocattoli che più o meno alle 18 in punto voleva abbassare la saracinesca e tornare a casa a godersi la cena.

Quell'anno, invece, deve aver comprato i regali almeno un giorno prima. E lì è cascato l'asino! O  la renna! ;)

Allora, è successo questo: mia madre stava cercando un pennello per spolverare, non ricordava dove fosse. E io l'avevo visto, quel pennello. Di mattina, ero passata in camera sua per uscire sul balcone a chiamarla - forse perché la volevano al telefono - e avevo notato che l'armadio era aperto e uno degli scaffali era completamente vuoto. E su quello scaffale c'era il pennello.

Così, nel pomeriggio, quando lo cercava, le dissi che io sapevo dov'era e mi sono avviata verso la sua stanza. Lei ha fatto una corsa degna di Flash, mi ha sorpassato e ha sbarrato la porta della sua stanza col corpo, puntando ben bene i piedi a terra e spalancando le braccia. Anche gli occhi erano spalancati e la voce preoccupata:

- Dove vai?
- Il pennello era sulla mensola dell'armadio stamattina.
- No no, lì non c'è.
- Ma ci hai guardato?
- No no, lì non c'è niente.

Ao'! Scusate, ma quale bambino sano di mente non si sarebbe insospettito?
Beh, quel giorno ho fatto una delle cose più furbe che abbia mai fatto in vita mia: ho acconsentito, ho aspettato, mi sono appostata e ho attaccato.

Ho aspettato che calassero le tenebre, che mio padre mettesse a letto i pargoli - avevano bisogno della storiellina per addormentarsi, quindi mio padre era fuori gioco - e quando mia madre è scesa al piano di sotto, dai nonni, sono sgattaiolata in camera sua, ho preso lo sgabello rosso, ci sono salita sopra, ho aperto le ante dell'armadio e.... WOW!!!!!

Cosa non c'era in quell'armadio! Bambole, robot, giochi, giochi da femmina e giochi da maschio... sembrava un negozio di giocattoli in miniatura.

Poi ho sentito il portone di casa dei nonni chiudersi e così ho chiuso le ante, sono scesa alla svelta dallo sgabello, l'ho rimesso a posto e sono corsa da mia madre tutta contenta.
Cioè, io ero tutta contenta.
Lei no. Bianca, pallida, si è seduta in salone e ha dovuto fare i conti con la mia crescita.
Io, invece, ero felice di avere le prove. Finalmente.

Da allora, ho continuato ad aspettare Babbo con consapevolezza.
La consapevolezza di non essere presa in giro dagli adulti e la consapevolezza di poter chiedere direttamente ai diretti interessati il mio regalo. E la gioia di farne uno io a loro. Perché è bello ricevere, ma è ancora più bello donare. Con il cuore di un bambino.

Buon Natale a tutti voi! ^_^

martedì 24 dicembre 2013

Lo spirito del Natale

Questa non è una bella storia con lo Spirito del Natale personaggio principale indiscusso, personificato; uno spiritello furbetto e simpatico, ma anche buono e sensibile, una sorta di elfo, ecco... Sì, perché lo immagino verde, lo Spirito del Natale. 
Quella descritta è la storia che vorrei raccontare, invece stasera sono qui a fare una piccola riflessione. Sullo spirito del Natale.

Ai bambini, il Natale piace. Non credo possa esistere un bambino infelice a Natale. C'è l'attesa, la gioia, la sorpresa nel cuore dei bambini a Natale. E la verità è che io, a volte, vorrei chiudere gli occhi e lasciarmi trasportare a un Natale qualsiasi di quand'ero bambina. E la verità-verità, è che io lo faccio.

Poi i bambini crescono, e diventano adolescenti stupidi. E quella è una fase a cui nessuno può sottrarsi. E poiché è una fase di passaggio, ognuno la vive in un modo a sé.

Poi un giorno gli adolescenti compiono 18 anni e diventano adulti per la legge. Non sempre per il cervello. Più o meno giovani per gli altri.

Ecco, il problema arriva in questa fase, la fase adulta.
Agli adulti non piace il Natale. AGLI ADULTI NON PIACE IL NATALE.
Quelli che conservano un lato bambino continuano ad amare il Natale, ma la maggior parte degli adulti no.
Gli adulti si stressano.

Perché?
Beh, è ovvio. Il lato consumistico-mangereccio-regaleccio stressa. Tutto è una continua corsa.
La verità è che c'è un conto alla rovescia del regalo: "Mi sono tolto il regalo per zia Assunta, quello per la Tata, quello per cugino It, quello per la bisnipote del cugino del vicino di casa... mi mancano Ciccio, Secco e Cicciotto" e via discorrendo.

Poi c'è l'adulto che non ama le feste comandate. "Io odio le feste comandate!", ecco, l'adulto-io-odio-le-feste-comandate è un po' l'umanizzazione del Puffo Brontolone,




e la cosa che ho notato di più in quest'ultimo periodo è proprio questa: un gran numero di persone odia le feste comandate.

Per un attimo ci ho pensato e ho quasi condiviso il sentimento, ma poi mi sono resa conto che il mio non è odio, ma piuttosto insofferenza, o forse è solo puro e semplice stress. E poi ci ho pensato ancora per un po' e mi è venuta in mente una cosa. 
Le persone odiano le feste comandate perché sono infelici, e spesso sole.

Stare insieme, condividere qualcosa, anche soltanto una cena e un gioco fanno stare bene.
Ma allora perché le persone odiano stare insieme e passare qualche ora divertendosi?
Dipende sul serio dall'obbligo?
Non lo so.
Quello che so è che il Natale mi piaceva tantissimo da bambina, ma pian piano, crescendo, il mio spirito del Natale si è un po' stemperato, quasi offuscato. Eppure mi piacerebbe tornare a riviverlo con quella gioia spensierata! Allora sì, che sarebbe Natale!

La verità è che non mi sento di dire che non mi piace il Natale.
La verità è che spero con tutta me stessa di vivere i prossimi in un'atmosfera di festa, di gioia, di pace, di attesa, di sorpresa, di dono. Non più in un clima teso, ma con il cuore gonfio di amore.

Qual è il vostro spirito del Natale?

lunedì 23 dicembre 2013

Sull'autobus

Signora sale e si siede sul sedile davanti. Vista panoramica.

Dopo due fermate sale un baldo giovine con le cuffie in testa e si mette proprio davanti alla signora.

Signora: Ah bello, e però così non mi fai vedere niende!

Ma il baldo giovine ha le cuffie e non ha sentito, così la signora gli dà un buffetto sulla spalla.
Il baldo giovine si volta e la signora:

- Ah bello, e però così non mi fai vedere niende!

- Ah signo', e mica deve guida'!


Oggi pomeriggio sugli schermi ATAC. ^_^

mercoledì 4 dicembre 2013

L'inizio e la fine

Non mi è mai piaciuta la fine. La fine di una storia. Di un'esperienza. Di un film. Di un cartone animato. Di un romanzo. Della vita. Io ho sempre amato gli inizi.
Sono bravissima, quando scrivo gli inizi. Solo in questo momento avrei già in testa tre ipotetici inizi di tre romanzi diversi. Gli inizi... Se potessi, pubblicherei un libro di soli inizi.
Coinvolgenti, curiosi, delicati, sospettosi, dettagliati, pieni di voci, suoni, melodie, ronzii e un battito d'ali di farfalla.
Ma la fine, no. Non mi piace mai.

Ricordo che da bambina rimanevo incantata davanti a un cartone animato, era bellissimo. Coinvolgente. Entravo nella storia, così come entravo nella storia di un libro. Era bellissimo quando iniziavano le musiche e Ariel cantava oppure quando Belle scostava le tende della biblioteca e faceva entrare la luce oppure quando Giac e Gas Gas si davano da fare per creare un vestito adatto al ballo. Era bellissimo quando Judy scriveva le lettere oppure quando Jo scriveva il suo romanzo o quando Beth suonava il piano di nascosto oppure quando Candy saltava da un ramo all'altro.

E poi arrivava la fine. "E vissero tutti felici e contenti" e non si sapeva più niente delle vite dei protagonisti. La finestra era stata aperta e poi chiusa su di loro. Fine. Non c'era più niente da dire. O piuttosto, c'era un Deus ex machina che decideva quando chiudere la finestra. E se avessi voluto sapere qualcosa in più?

Ecco, l'inizio, invece, è tutta un'altra storia. Devi conquistartelo il pubblico, devi attirarlo verso la storia e poi dentro la storia e agganciarlo stretto e farci un pezzo di strada insieme. Devi coinvolgerlo, strizzargli un occhio, farlo commuovere, farlo ridere, devi suscitare delle emozioni. Ma non solo all'inizio, anche dopo. Durante.
E se la storia ti piace, entri nella storia, ti emozioni, piangi, ridi, sei parte di essa.
E alla fine? Alla fine c'è sempre "quel senso di..."

Stesso discorso vale per le nuove esperienze. All'inizio è tutto nuovo, sei incuriosito e al tempo stesso timoroso oppure spavaldo e sicuro oppure semplicemente ti butti nella nuova avventura. La vivi. Cresci. Sei più ricco interiormente. Fai un pezzo di strada insieme a qualcuno. Poi l'esperienza finisce. Restano i legami, il ricordo e "quel senso di..."

E nella vita è un po' la stessa cosa. All'inizio, attrai tutti e tutti ti sorridono. Durante, prendi e lasci. Costruisci. E alla fine, beh, alla fine non sai bene com'è, sai solo com'è la fine degli altri. È quasi come un film, ti hanno preso, ci hai fatto un pezzo di strada insieme, hanno suscitato in te delle emozioni, resta il ricordo e poi resta sempre "quel senso di..."

È un po' come quando ti dicono, "Ti piace di più l'alba o il tramonto?"
Ecco, quando me lo chiedevano, diciamo alle scuole medie o all'inizio del liceo, dire "il tramonto" era figo e tutti dicevano che il tramonto era bellissimo, poetico, meraviglievolissimevolmente fantastico per il gioco di luci, il colore del cielo e magari il modo in cui il sole andava a nascondersi dietro al Tirreno.
Io, però, non sono mai andata al mare qui vicino. Io ho sempre visto l'Adriatico. E per me la risposta era "l'alba", ma non avevo mai il coraggio di dirlo a gran voce. Era "l'alba", perché con l'alba iniziava tutto. E c'era un gioco di luci tra cielo e mare, e l'aria era fresca e frizzantina, e il sole spuntava dall'acqua a dare il buongiorno. E a poco a poco il lungomare e poi la spiaggia si riempivano di persone, sempre di più, sempre di più. Ma all'inizio, all'alba, erano poche. Perché l'alba è di nicchia.

Molti dicono che la fine è sempre un nuovo inizio. Sono d'accordo. È il solo modo che ho per farmi piacere la fine.

****

Questa riflessione è scaturita dopo aver terminato la lettura di un brano che ho preparato per un corso. Io, inconsciamente, ho preparato l'inizio perché giorni fa non ho avuto modo di leggere il brano per intero. Ora l'ho terminato, tanto per sapere "come andava a finire", e la fine non mi piaciuta. Non credo mi sia piaciuta. Mi ha lasciato un po' di "quel senso di..." che non mi piace granché. Non è un "quel senso di..." positivo. È piuttosto un "quel senso di..." del tipo: "Vabbè, chisseneimporta, avrei potuto anche non finirla questa storia, che forse mi sarebbe piaciuta di più". O forse questa è solo la parte più ignorante di me che non capisce il sublime. Fatto sta che una manciata di minuti fa ero più felice. Mi piaceva di più quando non sapevo la fine.

E voi preferite l'inizio o la fine? L'alba o il tramonto?

lunedì 18 novembre 2013

Di biblioteche, librerie, traduzioni e lumache

Oggi sono andata in biblioteca alla ricerca di materiale che c'è, esiste, ma non è in biblioteca o non è in Italia - un paio di volumi arriveranno da Bologna, gli articoli non si sa da dove, e il Bravuomo si è impegnato a fare una ricerca per me. Che carino! Grazie Bravuomo e grazie Collegadelbravuomo.

Dopo due ore e mezza di ricerche, dieci articoli salvati in pdf e decine invece no, ho deciso di alzare i tacchi - metaforici, si intende! - e avviarmi verso casa passando per qualche negozio. Di certo, non era in libreria che volevo finire, perché necessito di roba materiale da indossare, mentre di libri, beh, di libri ne ho a bizzeffe, che sono lì, impilati uno sull'altro, in attesa di essere letti.

Ma come si fa a passare davanti alla Feltrinelli e resistere al suo fascino?
Non si fa. E infatti sono entrata!

Erano secoli che non acquistavo libri in libreria. Amazon, ormai, era diventato il mio luogo di acquisto prediletto, se non altro per gli sconti e la comodità del click, e invece oggi... oggi è stato un colpo di fulmine! Verde, chiocciola, casetta, alberelli, scrittura corsiva infantile... cos'è? ^_^

Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza di Luis Sepúlveda.

Non so come spiegarlo, ho provato ad allontanarmi, ma quel libro è stato una calamita. Il fascino di una storia per bambini, ma non solo per bambini - perché sono convinta che le storie per bambini siano invece storie per adulti, nel senso che aiutano i bambini a crescere e diventare degli adulti migliori, e nel senso che aiutano gli adulti a ricordare chi sono stati -, la dedica ai nipotini... E poi anch'io mi sento una lumaca, ed è per questo che l'ho preso: quel libro sembrava indirizzato a me. Sembrava messo lì perché io lo trovassi. 
E poi, e poi... avevo voglia di leggere qualcosa di bello e fiabesco sul treno durante il viaggio di ritorno. Così mi è anche venuta voglia di tornare in biblioteca a studiare domani, per approfittare del viaggio in treno e continuare a leggere un altro pezzetto.





Tra tutti questi libri, si è affacciato in me un pensiero che avevo pensato anni fa, ed è questo: una delle cose che mi piacerebbe davvero fare è tradurre i libri che ho letto e che mi sono piaciuti. E che in fondo... sono stati già tradotti! ;P
Sono strana o capita anche a voi?

La lumaca è lenta perché si porta dietro un peso, dice il gufo all'inizio.
Chissà se questo peso si alleggerirà. Un giorno.

giovedì 31 ottobre 2013

Notizie dall'altro mondo

Beh... (silenzio dello scrittore in panico) ...ciao! ^_^

Sono assente dal blog da un mese e mezzo, ho mollato nel bel mezzo il Vegan MoFo - pur avendo ricette già scritte e foto già scattate. Che ovviamente non coincidevano, per questo non ho pubblicato nada -, ho mollato il blog; non ho mollato i vostri blog, perché vi ho letti e lette pian pianino, ecco, diciamo che ho lurkato, ma... questo mese e mezzo è stato intenso nel mondo reale.

Che vi posso dire, beh, ho seguito un corso di formazione glottodidattica, ho sostenuto un esame all'uni, mi sono iscritta a un altro corso del quale in seguito parlerò, ho svolto un tirocinio di osservazione e affiancamento, ho imparato qualche parola in giapponese e poi credo di aver fatto qualcos'altro che ora mi sfugge, mmm**, e poi ci sono stati e ci sono problemi di salute in famiglia, che qui accenno e qui dimentico perché non voglio che questo spazio sia triste.

Mi sembra di essere tornata alla vita, e quindi sì, "l'altro mondo" del titolo è quello dei vivi, non quello dei morti, data la data! ;)

E poi c'è questo:


Non è meravigliosa?

Come un valzer, la vita, danzarla dovrai,
è un vestito da sera che tu indosserai,
è una festa con mille invitati un po' belli e un po' odiati con cui ballerai.
Ma è danzando la vita che tu imparerai
che ogni grande proposito è un passo che fai.
È un giorno nuovo anche per te,
festeggialo con me!

Torno presto!
Nel frattempo, buongiorno a tutti voi!

* Ah, sì, in effetti, ora che ci penso, c'è stato il mio comple.
** E sì, poi da qualche giorno ho iniziato a farmi circa 45 minuti di cyclette la mattina... bellissimo! Davvero un buon inizio di giornata! ^_^

giovedì 19 settembre 2013

VeganMoFo: Tortino di farro e verdurine

Ciao ciao MoFoers,

qualche giorno fa, volevo creare delle polpettine/crocchettine di farro, ma poi, dopo il successo dell'accoppiata sformatino + mini-teglia di nonna, ho deciso di tentare un nuovo esperimento! ^_^

Ed ecco qua, è uscito il mio tortino di farro e verdurine!



Si vede la F di farro??! ;)

Ingredienti
  • farro lessato in acqua salata q.b.
  • 3 zucchine
  • 3 carote
  • 1 melanzana
  • 2 cucchiai di semi di lino macinati + 6 cucchiai di acqua tiepida (ultimo sostituto uova)
  • 1/2 dado vegetale
  • 1 pizzico di paprika forte
  • 1 pizzico di pepe


Preparazione
  • Ho tagliato a cubetti melanzana e zucchine e le ho fatte bollire.
  • Una volta cotte, le ho schiacciate, per eliminare l'acqua in eccesso, e le ho unite al farro già lessato.
  • Ho sminuzzato le carote e le ho aggiunte al farro.
  • Ho aggiunto le spezie e il dado.
  • Ho messo tutto sul fuoco per due o tre minuti.
  • Ho aggiunto il gel di semi di lino e ho mescolato il tutto.
  • Ho versato il composto nella teglia e ho cosparso con del pangrattato.
  • In forno a 180° per una ventina di minuti - è già tutto cotto, serve solo per uniformare e creare la crosticina.


Direi che è un'alternativa rapida a polpette/mini-burger/crocchette! ^_^

VeganMoFo: Latte di riso e farro

Ciao ciao MoFoers,

un paio di giorni fa ho sperimentato un nuovo tipo di latte vegetale homemade con farro e riso integrale. L'ho già sperimentato sia in una preparazione dolce - i cubetti al cioccolato e cocco - che in una preparazione salata - il mio mini-sformatino - e devo dire che non è male.

Eccolo qua!



Ingredienti

  • 100 gr di riso integrale
  • 100 gr di farro
  • 3 L di acqua
  • 1 pizzico di sale

Preparazione
  • Lasciare riso e farro in una ciotola con acqua per circa 6-8 ore - e, di tanto in tanto, sostituire l'acqua.
  • Versare riso, farro e acqua in una pentola capiente, aggiungere un pizzico di sale e portare a bollore.
  • Lasciar bollire per almeno 20 minuti.
  • Lasciar riposare affinché l'okara si depositi sul fondo e l'operazione successiva sia più veloce.
  • Filtrare e conservare in frigo per 3-4 giorni.
  • Volendo si può aromatizzare al cacao o alla vaniglia, o zuccherare a piacere.

VeganMoFo: Sformatino

Ciao ciao Mofoers,

l'altro giorno i mangiacarne hanno mangiato lo sformato, così ne ho preparato uno piccolino tutto per me (nella mini-teglia di nonna, guardate che carina! <3 ).

Eccolo qua!




L'ho preparato al volo, quindi ve lo racconto al volo! ;)


Ingredienti
  • patate già lessate e schiacciate q.b.
  • pesto q.b. (direi 1 o 2 cucchiai)
  • mozzarisella q.b.
  • pangrattato q.b.


Preparazione

  • Ho mescolato le patate bollite con un po' di latte di riso e farro, un pizzico di sale.
  • Ho diviso in due il composto e ho steso il primo strato nella teglia.
  • Ho steso uno strato di pesto.
  • Ho aggiunto qualche pezzetto di mozzarisella.
  • Ho ricoperto con un altro strato di patate.
  • Infine ho cosparso con del pangrattato.
  • In forno a 180° per pochi minuti, diciamo una ventina, tanto è tutto cotto! ;)


Semplice, rapido e affatto male! ;)



mercoledì 18 settembre 2013

VeganMoFo: Cubetti moelleux al cioccolato e cocco

Ieri sera sono tornata a casa con una gran voglia di preparare qualcosa. Qualcosa di dolce. Qualcosa al forno.
Fortunatamente il tempo è dalla mia e quel caldo infernale è finalmente passato, quindi ho allegramente preparato qualcosa... senza sapere cosa stessi facendo in realtà!

Il risultato è stato questo, dei cubetti un po' moelleux al cioccolato e cocco! ^_^


Sì, sì, lo so, l'estetica lascia un po' a desiderare... :P



Ingredienti
  • 200 gr di farina di riso
  • 150 gr di farina di cocco + 50 gr
  • 1 manciata di mandorle macinate al momento
  • 150 gr di zucchero di canna integrale + 50 gr
  • 3 bicchieri di latte di riso e farro
  • 2 cucchiai di semi di lino macinati al momento + 6 cucchiai di acqua
  • 1 cucchiaino di bicarbonato

Preparazione
  • Per prima cosa, ho macinato i semi di lino ai quali ho aggiunto l'acqua tiepida (secondo l'ultima sostituzione che trovate qui) e ho lasciato riposare il composto.
  • In una ciotola ho messo tutti gli ingredienti secchi (farina di riso, farina di cocco, mandorle macinate, cacao, zucchero e bicarbonato) e ho mescolato.
  • In un'altra ciotola ho versato il latte al quale ho aggiunto il gel di semi di lino.
  • Ho unito la parte liquida in quella solida, mescolando, finché il composto non è diventato liscio e cremoso.
  • In una ciotolina ho mescolato i 50 gr di zucchero con i 50 gr di farina di cocco ulteriori.
  • Ho versato il composto in una teglia e ho guarnito con zucchero e cocco - che hanno dato una crosticina beigeolina e deliziosa al risultato.
  • Ho messo in forno a 180° per 40 minuti.
  • Una volta freddo, ho tagliato a cubetti.

Sì, devo dirlo: dopo 20 mins che era in forno mi sono ricordata di aver dimenticato l'olio! :P Ma in fondo è stato un esperimento estemporaneo di una non-cuoca che aveva solo voglia di divertirsi un po' - con farina di riso (che aspettava in credenza da mesi e finalmente usata per la prima volta!), cacao e cocco!
Il risultato è profumatissimo, leggero e gradevole. L'interno rimane molto morbido grazie al gel di semi di lino. Se vi va, provateci e fatemi sapere se vi piace! ^_^



VeganMoFo: Veganese 2, l'alternativa made in Dublin


Ciao Ciao Mofoers,

scrivo di rado, ultimamente, ma ci sono! ^_^ 
Ho scovato diverse ricette preparate per il MoFo dello scorso anno, e questa è una di quelle.

Si tratta di un'alternativa alla classica maionese vegana o veganese (English version: vegenaise) che ho addirittura provato prima della versione classica e che trovo deliziosa perché a base di mandorle! Gnam!

Non è una mia invenzione, ma una delle tante ricette contenute nel Cornucopia Cookbook, il libro di ricette pubblicato dalla proprietaria di Cornucopia, il ristorante vegetariano di Dublino - che ho assiduamente frequentato! ^_^

Eccola qua!





Ingredienti
  • 175 gr di anacardi o mandorle (private della pellicina - io l'ho sempre fatta con le mandorle!)
  • 125 ml di olio evo
  • 125 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di senape di Digione (nel mio caso è opzionale)
  • 2-3 cucchiai di succo di limone

Preparazione
  • Mettere a bagno gli anacardi o le mandorle per tutta la notte.
  • Il giorno seguente, si possono scolare e lavare.
  • Inserire tutti gli ingredienti in un frullatore fino a ottenere una consistenza liscia e cremosa.
  • Volendo, si può aromatizzare con sale e pepe.
  • Conservare in frigo per almeno due ore prima di consumare la salsa - tempo durante il quale la maionese si rapprenderà un pochino.
  • Si conserva per 3 giorni in frigo.
  • Si usa come una normale maionese, per intingerci i crostini, da spalmare sul pane o come condimento.

Quand'ero a Dublino (2007-08), il libro era in fase di preparazione, infatti prima di partire lasciai il mio indirizzo e-mail per essere avvisata della pubblicazione. La mail arrivò qualche tempo dopo e mi regalai questo bel librone rosso per il mio compleanno! ^_^

Inutile dire che aprirlo e sfogliarlo mi ha dato, all'epoca, e mi dà, ora, una sensazione indescrivibile, un tuffo nel passato, un salto in una città che mi ha regalato tanto.

Lo scorso anno sono tornata a Dublino per festeggiare il compleanno di S., un'amica tedesca con cui avevo vissuto. È stato bello ritrovarci ed è stato bello ritrovarci proprio in quella città che sentivamo parte di noi. Chiaramente siamo state da Cornucopia e abbiamo trovato una sorpresa: il localetto minuscolo, carino e accogliente dove spesso dovevamo metterci in fila e aspettare che si liberassero i posti per entrare, si è ingrandito, espandendosi nel locale con il quale confinava, e stava per invadere anche il piano di sopra - penso che ora ci sia anche il secondo piano infatti. Segno è che i tempi stanno cambiando e che il mondo vegetariano sta prendendo sempre più piede nella nostra società. Speriamo che l'evoluzione non si arresti e che il mondo si avvicini sempre di più a una scelta consapevole e cruelty free!

Ve l'ho già detto che questa maionese è buonissimissima?? ^_^





domenica 15 settembre 2013

VeganMoFo: Come sostituire le uova nei dolci

Ciao ciao everybody! ^_^                                      Scroll down

What are you up to?

È da un po' che ho scritto questo post e non riesco a pubblicarlo, perché... beh, perché l'ho scritto un po' in inglese e un po' in italiano e la sera sono troppo stanca ultimamente per sistemarlo. :P

Trenta secondi fa avevo deciso per l'inglese, ma ora invece mi sono convertita all'italiano... se non altro al di là delle Alpi sono fornitissimi in materia e hanno un sacco di cose che noi non abbiamo (tipo il No-Egg), quindi alla fin fine questo post serve più a noi. O meglio, a qualche italico che si sta avvicinando al mondo vegan e non sa come sostituire le uova. 
Ma anche a qualche mangiacarne curioso. O forse solo ai curiosi! ;)

E quindi sì, questo post è dedicato proprio a te, italico amico che ti accingi a preparare un ciambellone o un plumcake o una torta e in testa hai un quesito esistenziale: "Che ci metto al posto delle uova?"
Sei pronto? Bene, ricorda che se nel mondo dei mangiacarne si usano solo le uova, noi abbiamo un sacco di risorse - qui ne troverai soltanto alcune, le più semplici - e ricorda anche che ingredienti diversi danno luogo a risultati diversi!
Via!
Google Images


1 uovo = 1/2 banana matura
È il sostituto più classico.
La banana deve essere ben matura: si schiaccia con una forchetta (o con un frullatore a immersione, per un risultato più cremoso). Volendo, puoi aggiungere del succo di limone.
La banana conferisce sapore e colore, quindi attenzione a non esagerare!
Ideale per: banana bread, muffin, etc.



1 uovo = 1 polpa di mela
Ecco un altro ingrediente che si trova facilmente in cucina.
La mela va tagliata a pezzi e cotta in un pentolino con del succo di limone e dello sciroppo d'agave finché non si sfalda.
Si aggiunge agli ingredienti liquidi.
Ideale per: torte soffici, come ad esempio la torta di mele.


1 uovo = 1 vasetto di yogurt (di soia)
Anche questo è un ingrediente che si trova facilmente in cucina.
Di solito, è meglio uno yogurt bianco al naturale.
Si unisce agli ingredienti liquidi.
Ideale per: torte, ciambelloni, plumcake e pani veloci (che non richiedono una lunga lievitazione)


1 uovo = 100 gr di tofu
Il tofu è un altro degli ingredienti multitasking che troviamo in frigo.
Bianco al naturale (anche silk tofu) può essere un ottimo sostituto delle uova, soprattutto perché resta neutro e si può usare in diverse preparazioni.
Si frulla per eliminare i grumi e si unisce agli ingredienti liquidi.
Ideale per: torte soffici, biscotti morbidi, pan di spagna, brownies etc.


1 uovo = 1 cucchiaio di semi di lino + 3 cucchiai di acqua tiepida
Dulcis in fundo, la mia alternativa preferita del momento!
I semi di lino sono una scoperta importante quando si passa allo stile di vita cruelty free.
Si usano macinati al momento, per mantenere le loro proprietà organolettiche e, una volta aggiunta l'acqua tiepida, si fa riposare il composto per 10 minuti - l'acqua tiepida attiva la fuoriuscita del gel.
I semi di lino possono conferire un leggero sapore se usati in eccesso, quindi meglio non esagerare e limitarsi a 3 cucchiai.
Si uniscono agli ingredienti liquidi.
Ideali per: ciambelloni, torte, brioches, muffin, pancake, pane e biscotti (nonché per legare alcuni tipi di polpette).


Spero di essere stata di aiuto.
Se avete altri metodi per sostituire le uova nei dolci, lasciate pure un messaggio e aggiungerò ciò che manca.

If you are interested in how to replace eggs in your cakes and want to read this in English, leave me a comment and I'll translate it! ;)

lunedì 9 settembre 2013

Per nonna E.

Nonna, quando vedi le cose sottosopra, dai sempre la colpa a me, perché sono la più grande di tutti. Cioè, di G., S., e I. Anche se non sono stata io. Adesso m'hai stufato. L'altro giorno, non so a chi l'hai detto che io ti facevo venire la voglia di avere i nipoti, ma io non ci credo, perché dai sempre la colpa a me.

Oggi ho trovato due cose, una - la tazza bianca con i fiorellini blu dipinti a mano - la cercavo da quattro anni e mezzo, da quando lei è volata via, ed è apparsa davanti ai miei occhi quasi per magia; l'altra, invece, è stata una sorpresa del tutto inaspettata: un bigliettino arrotolato, ingiallito, custodito sotto uno dei regalini che ho fatto a nonna quand'ero bambina. C'è scritto con la penna rossa, "Per nonna E"

Nonna conservava tutti i miei regalini, bigliettini, disegnini... I regali, li vedo ogni giorno, sono esposti, ci sono abituata. Ma i bigliettini e i disegnini no... so che sono riposti da qualche parte, ma non ho mai avuto il coraggio di cercarli, eppure oggi uno è saltato fuori a sorpresa.
Nonna li conservava, li custodiva, era contenta. Su questo è riportata una data tanto lontana, andavo in terza elementare quando gliel'ho scritto.

Non so se sia possibile capire la complicità e il rapporto speciale che avevamo, ma ricordo che da bambina mi bastava uno sguardo per capirla e per comunicare con lei. Uno sguardo e un sorriso complice.

Il tono era chiaramente scherzoso, di quelli col sorriso sotto i baffi. 
Diceva che le avevo fatto tornare la gioia di vivere, e allora l'ho rimproverata un po', ricordandogliela, e anche "minacciandola" di non crederle più, dato che rimproverava più me che gli altri tre. E sapete una cosa? Mi sa che ha funzionato, questo bigliettino. Perché io non me la ricordo più nonna che mi rimprovera per qualcosa che non ho fatto io.

E io me la rivedo, nonna, che legge questo bigliettino e sorride. Ed è contenta. 
E poi lo rilegge un'altra volta e ride di gusto.

Ma se lei ride, perché scendono gocce di sale sul mio viso?

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